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Archivio per agosto 2011

Offerte Matrimoni

 

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Matrimoni

Qui di seguito troverete alcune offerte per i servizi dedicati ai matrimoni, ovviamente oltre queste offerte saremo ben lieti di venire incontro alle vostre esigenze con offerte su misura per le vostre esigenze.

“BASE”

Tutti gli scatti del servizio saranno consegnati agli

Sposi durante il ricevimento

con un doppio cd/dvd. L’elaborazione e la stampa

delle fotografie saranno a discrezione degli Sposi.

PREZZO PROMO € 300

“ECONOMY”

Servizio fotografico a casa della Sposa, chiesa, esterni

e ricevimento.

- provini del servizio

- 70 stampe formato

20×30 delle foto scelte

PREZZO PROMO € 500

“BASE”

Servizio fotografico a casa della Sposa, chiesa, esterni

e ricevimento.

- provini del servizio

- 80 stampe formato misto

(30×30 e 24×30)

PREZZO PROMO € 700

“FOTOLIBRO”

Servizio fotografico a casa della Sposa, chiesa, esterni

e ricevimento.

- provini del servizio

- 80 pagine elaborate graficamente e rilegate

come un “libro”

(formato pagina: 30×40)

PREZZO PROMO € 1000

 

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Lettera di Misseri alla moglie “Sono un mostro, ti chiedo scusa”


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IL GIALLO DI AVETRANA

 

 

Lettera di Misseri alla moglie
“Sono un mostro, ti chiedo scusa”

Lo zio di Sarah marchia con un’altra sua sortita l’anniversario della morte di Sarah. “Era meglio che non ti incontravo, che non ti conoscevo: so quanto è duro stare in quel posto”

di MARIO DILIBERTO

Lettera di Misseri alla moglie "Sono un mostro, ti chiedo scusa" Michele Misseri

 
 

AVETRANA – Fiori e peluche per ricordare Sarah e l’immancabile sortita di Michele Misseri che marchia l’anniversario della scomparsa della ragazza di Avetrana. Il contadino ha scritto una lettera alla moglie Cosima, in carcere con l’accusa di avere ucciso Sarah assieme alla figlia Sabrina: “Ti chiedo scusa per quello che ti ho causato. Era meglio che non ti incontravo, che non ti conoscevo. Così non mi sposavi e non vivevi una vita insieme a un mostro”. Un tentativo, dunque, per tornare alla prima versione, quando Misseri si caricò sulle sue sole spalle il peso dell’omicidio.

Ma ieri è stato anche il giorno dei ricordi e delle lacrime. E di un appello alla verità che ancora sembra lontana. “La menzogna è l’origine di ogni male”, dice don Dario De Stefano dal pulpito. Fa caldissimo, nella chiesa del Sacro Cuore di Avetrana scelta per ricordare Sarah Scazzi nel primo anniversario dalla morte e colma di gente. Sono le otto di sera, un anno fa a quest’ora tutto il paese cercava Sarah. Dove sarà sparita una ragazzina di 15 anni, senza un soldo, senza un cambio di vestiti, con il telefonino che non dà più segni di vita dalle due del pomeriggio? Ci vollero 42 giorni per scoprire dov’era finita: il suo corpo è stato ripescato in un pozzo nelle campagne di Avetrana.

“La nostra comunità ha bisogno di ritrovare la pace” dice don Dario. Come se fosse una cosa facile, come se fosse possibile far sparire d’un colpo i veleni, le chiacchiere, le bugie nate e cresciute sul

caso Scazzi. Non ci crede nessuno, ad Avetrana, che la pace e la verità siano possibili. Ma ieri era una giornata speciale, un’eccezione. Dal mattino presto il cimitero è stato la meta incessante di centinaia di persone. Sono arrivati dalle Svizzera, dalla Germania, da Como, dalla provincia di Milano, da Napoli ma anche dai comuni vicini. Tutti a deporre un fiore, una poesia, una fotografia, un bigliettino per Sarah. Lunedì intanto il processo muoverà i primi passi con la prima camera di consiglio dell’udienza preliminare.

 


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Ritratto a matita


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Morgan Capasso

Morgan Capasso Fotografo 3312198363

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Morgan Capasso
Via Paolo Zacchia 20 00161 Roma.
Tel:0694537060  Cell3312198363
http://www.dreamingblue.net
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Scontro fra auto, tragedia nella nottequattro morti, tre erano giovanissimi

 
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Scontro fra auto, tragedia nella notte
quattro morti, tre erano giovanissimi

L’incidente è avvenuto sulla provinciale tra Acquaviva e Adelfia: altre quattro persone ferite in maniera grave

Scontro fra auto, tragedia nella notte quattro morti, tre erano giovanissimi

Lo scontro tra due auto costata la vita a quattro persone

 
 

Potrebbe avere un bilancio più grave l’incidente che la notte scorsa è costata la vita a tre giovanissimi e una donna di 52 anni. Sono in gravi condizioni, contrariamente a quanto si era appreso in un primo momento, le quattro persone rimaste ferite nello scontro avvenuto nella notte tra una Ford Fiesta e una Opel Meriva sulla provinciale tra Acquaviva delle Fonti e Adelfia, nel barese
.
Sono ricoverati in prognosi riservata nel policlinico di Bari e nell’ospedale di Acquaviva delle Fonti il marito della donna di 52 anni deceduta nell’impatto, Mattea Vita Alfarano, la figlia della coppia e il fidanzato di quest’ultima, entrambi di 27 anni. La famiglia, di Rutigliano (Bari), stava facendo rientro a casa dopo una serata trascorsa fuori.

E’ in prognosi riservata anche Angelica Busco, di 21 anni, che era a bordo della Ford Fiesta condotta da Massimo Solare, di 18 anni, e sulla quale viaggiavano anche Rossella Pinto, di 21 anni e Sabrina Perrone, di 25. I tre amici di Angelica Busco – tutti di Acquaviva delle Fonti – sono morti sul colpo.

I ragazzi – a quanto si è saputo – provenivano da Bari ed erano diretti ad Acquaviva. L’impatto tra la Ford Fiesta e la Opel Meriva sulla quale viaggiava la famiglia di Rutigliano è stato frontale ed è avvenuto nella corsia di marcia della Opel.

Questo fa presupporre – secondo i carabinieri immediatamente accorsi sul posto – che il ragazzo alla guida della Ford Fiesta non sia riuscito a rientrare in corsia durante un sorpasso oppure abbia perso il controllo della vettura.

 

Per estrarre i corpi dalle lamiere sono intervenuti i vigili del fuoco. Le indagini dei carabinieri di Acquaviva delle Fonti sono coordinate dal pm di turno presso il tribunale di Bari, Manfredi Dini Ciacci.

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“Gheddafi forse Algeria” sei auto passano il confine

Diretta

“Gheddafi forse Algeria”
sei auto passano il confine

"Gheddafi forse Algeria" sei auto passano il confineMuammar Gheddafi

Mentre la Nato e i ribelli attaccano a Sirte un convoglio di sei veicoli è andato verso il Paese vicino. Un’unità degli insorti ha intercettato le vetture senza riuscire a fermarle. A riferire del passaggio del corteo è stata l’agenzia egiziana Mena, ma la notizia non è stata confermata. L’Algeria ha voluto mantenere un atteggiamento “neutrale” e non ha riconosciuto il Cnt. I tre italiani arrestati un mese fa e poi liberati dagli insorti attesi per oggi. Il console: “Li aspettavamo da 48 ore. Torneranno al più presto”. Dopo i combattimenti notturni, Tripoli oggi si sveglia in silenzio, resta una città sotto assedio, in agonia. Nella capitale, trovati 53 cadaveri in un magazzino: “una strage”.

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Irene, ordinata l’evacuazione di New York Obama: “Sarà un uragano storico, prepararsi”

STATI UNITI

Irene, ordinata l’evacuazione di New York
Obama: “Sarà un uragano storico, prepararsi”

L’appello del presidente americano, che anticipa il rientro dalle vacanze per l’emergenza. Il ciclone sarà sabato in North Carolina, domenica toccherà la Grande Mela. Per la prima volta nella storia saranno sospesi i mezzi pubblici. Il sindaco Bloomberg ha disposto l’allontanamento dei cittadini nelle zone a rischio e lo sgombero di ospedali e case di riposo. E in alcuni supermercati già esaurite le torce tascabili

Irene, ordinata l'evacuazione di New York Obama: "Sarà un uragano storico, prepararsi" L’uragano Irene fotografato
mentre si avvicina
alla costa est degli Stati UNiti

NEW YORK – L’uragano Irene è in arrivo e New York si prepara al peggio, mentre il presidente Obama si appella alla popolazione perché faccia attenzione: Irene “è estremamente pericoloso, di portata storica”, ha detto. E il sindaco della metropoli Michael Bloomberg ha ordinato l’evacuazione obbligatoria delle zone vicino alla costa, incluso Battery Park a Manhattan, Coney Island a Brooklyn e Far Rockawway nel Queens, a partire dalle 5 di pomeriggio di sabato: una misura precauzionale che interesserà 250mila persone. Per la prima volta nella storia della “città che non dorme mai”, si fermeranno bus e metropolitana a partire da mezzogiorno di sabato. A rischio anche la circolazione sui ponti che collegano Manhattan agli altri boroughs: lo ha annunciato il governatore Andrew Cuomo, riporta il sito del New York Times, spiegando che si fermeranno anche le linee ferroviarie che servono Long Island, la Westchester County e il Connecticut.

Già da ieri a New York la Mta, l’autorità cittadina dei trasporti, aveva annunciato l’avvio – per la prima volta, appunto – del “piano uragani”, che prevede lo stop totale di metropolitana, treni e autobus quando il vento supera la velocità sostenuta di 39 miglia l’ora (62 chilometri orari). Oggi la conferma dello stop.

Bloomberg ha anche disposto lo sgombero di case di riposo e ospedali nelle zone a rischio entro le 20 di stasera (le 2 del mattino di sabato in Italia). “Sarà una tempesta molto pericolosa,

 

chiediamo a tutti gli abitanti di spostarsi in zone meno a rischio” ha detto il sindaco, che ha anche annullato concerti all’aperto e festival di strada nel fine settimana.

Anche il presidente Barack Obama ha parlato all’America a poche ore dal temuto arrivo di Irene, “un uragano – così lo definisce – di portata storica”, sulla costa est degli Stati Uniti. Il presidente, il cui rientro dalle vacanze a Martha’s Vineyard a Washington era previsto per sabato ma è stato anticipato a questa sera per l’emergenza, ha rivolto un appello ai residenti delle zone più minacciate dalla furia dell’uragano a seguire attentamente l’evolversi della situazione: “Se vi viene ordinato di lasciare la zona, per favore seguite l’ordine” si è raccomandato il presidente assicurando che “questa amministrazione sta dando il pieno sostegno agli sforzi per prepararci ad affrontare la tempesta”.

FOTO La furia dell’uragano 1

VIDEO In fuga da Irene 2

L’uragano dovrebbe colpire New York domenica, quando sarà diventato di categoria 1, la più bassa, ma pur sempre con venti a 90 miglia l’ora – oltre 140 chilometri orari – portando con sé piogge torrenziali. La Mta ha avvertito che potrebbero essere chiusi anche i ponti, una decisione che di fatto renderebbe impossibile raggiungere o lasciare Manhattan.

In una nota, il ministero degli Esteri italiano raccomanda ai connazionali che si trovino a New York di “seguire scrupolosamente le indicazioni delle autorità locali”. La Farnesina consiglia a tutti gli italiani residenti e di passaggio di controllare l’evolversi della situazione attraverso il sito www.viaggiaresicuri.it e di registrare la propria presenza sul sito dell’Unità di crisi www.dovesiamonelmondo.it.

Irene toccherà terra sabato, sulla costa della Carolina del Nord, poi punterà verso nord, ma prima di arrivare a New York porterà fino a 25 centimetri di pioggia sulle zone intorno a Washington. Anche il presidenter Obama ha dovuto adattare i propri programmi: rimandata l’inaugurazione di un memoriale dedicato a Martin Luther King prevista per domenica a Washington.

Ed è già psicosi. Intenso il traffico nei negozi di alimentari e in alcuni punti vendita, ad esempio, della catena Home Depot, le torce tascabili sono andate esaurite. L’ultimo uragano che colpì New York fu Gloria, nel 1985. Ma i grattacieli della città certo non sono a rischio, precisa il sindaco, e il principale pericolo sono le inondazioni e le cadute degli alberi. “Ci prepariamo al peggio – aggiunge Bloomberg – e speriamo nel meglio”.

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La fabbrica di 800 operai che evade tutte le tasse

IL CASO

La fabbrica di 800 operai
che evade tutte le tasse

La Guardia di Finanza ha scoperto 800 dipendenti irregolari e 1,3 miliardi occultati al fisco. Sotto accusa una big del settore conciario. Tutto parte da due tangenti per evitare gli accertamenti

di ROBERTO MANIA

La fabbrica di 800 operai che evade tutte le tasse

ARZIGNANO, valle del Chiampo, distretto della concia, profondo nord-est, più o meno 25 mila anime, provincia di Vicenza, Italia. L’Italia laboriosa sì, ma che evade, che non vuole pagare le tasse e che fugge. L’Italia delle società fantasma, delle scatole cinesi, dei capitali all’estero. Del lavoro nero. La storia della Mastrotto scoperchiata da un’indagine della Guardia di Finanza è una storia tutta italiana. Del paese dall’evasione monstre da oltre 250 miliardi l’anno, dove chi evade è un furbo e non un mascalzone. E allora niente scontrini, niente fatture, niente dichiarazioni Iva. Niente tasse. Perché a questa Italia lo Stato non piace. Tanto ci sono gli altri che pagano. I fessi.

Ma la Mastrotto Group non è un’azienda qualunque. L’un per cento della produzione mondiale di pelle esce dagli stabilimenti vicentini, dove le Fiamme Gialle hanno scoperto 800 (dicasi 800) dipendenti irregolari. La Mastrotto, giro d’affari intorno al mezzo miliardo, fornisce Tod’s e Ikea. La Mastrotto è globale perché sta anche in Brasile e Indonesia. Già, ma soprattutto nel Granducato del Lussemburgo e nell’isola di Man. Paradisi fiscali, si sa. Il sistema era di quelli sperimentati, oliato per anni, apparentemente perfetto: un reticolo di società europee, per sfuggire ai controlli del fisco italiano. Una società “madre” italiana che si appoggiava su due trust costituiti nell’isola irlandese che a loro volta transitavano attraverso quattro società in Lussemburgo. Due tangenti, però,

 

hanno bloccato gli ingranaggi. Tangenti (da 300 mila e 60 mila euro) a funzionari dell’Agenzia delle entrate per tentare di impedire gli accertamenti. Che hanno portato al “bottino”: 106 milioni di euro evasi, 1,3 miliardi di redditi occultati, un milione e mezzo di versamenti Irpef di contributi Inps non pagati per gli 800 dipendenti irregolari, tonnellate di pellame vendute in nero, per un valore intorno ai 10 milioni, Iva evasa per due milioni. I fratelli Bruno e Santo Mastrotto, che mezzo secolo fa hanno lasciato i campi e fondato il gruppo partendo da un capannone, dovranno rispondere di corruzione, evasione fiscale totale e lavoro nero. L’azienda ha parlato di cifre “sproporzionate”, di non aver evaso, e di aver pagato in nero solo gli straordinari (“prassi diffusa nel territorio”).

Storia italiana, dunque. Ma tace il presidente della Confindustria di Vicenza, Roberto Zuccato. La Mastrotto è una sua associata. Parla, invece, Massimo Calearo, vicentino, predecessore di Zuccato alla guida degli industriali locali, ora parlamentare “responsabile” dopo essere stato eletto nelle liste del Pd. Calearo conosce la famiglia Mastrotto. “Sono rimasto stupefatto”, dice. Poi spiega che è in atto un passaggio generazionale. Che Chiara (figlia di Bruno) sta prendendo in mano le redini dell’azienda e che sia stata proprio lei a riconoscere “che non si poteva più andare avanti in quel modo”. Sostiene Calearo: “Ha rotto un tabù”. Che poi vuol dire accettare di pagare le tasse. “Sì – aggiunge -, ma quello della concia è un sistema che gira in quel modo”. Non è il nord-est, insomma. Lo dice anche Daniele Marini, direttore della Fondazione Nord-Est: “Direi che non è proprio la norma. Anzi. Poi se vogliamo individuare delle spiegazioni, ma non delle giustificazioni, possiamo cercarle nella difficile competizione mondiale, negli alti livelli di tassazione e nella cultura delle piccole imprese a non aprirsi all’esterno”.

Solo un paio d’anni fa, sempre ad Arzignano, c’era già stato il caso del super-evasore Andrea Ghiotto, considerato il re della frode fiscale nella “concia-connection”. Ma Ghiotto andava in giro con belle donne, macchine di lusso. Insomma si faceva notare. I Mastrotto no. Vita discreta, villetta in collina. Nessuna ostentazione. Con la moglie di Bruno Mastrotto impegnata nel volontariato per aiutare l’integrazione dei bambini extracomunitari. “Danno milioni all’Africa!”, dice Calearo. Potremmo dire che è proprio l’Italia dell’evasione. Come sosteneva ieri un lettore (“Coramedentro”) sul sito del Giornale di Vicenza: “Basta girare per i bar di Arzignano in borghese per sapere quello che da noi tutti sanno ovvero che i grandi maestri dell’evasione sono loro assieme ai noti commercialisti del paese. Ovvero i più grandi gruppi conciari della valle e anche d’Italia. I piccoli si sono adeguati per restare sul mercato. Speriamo che le Fiamme gialle comincino a domandare anche alle aziende di prodotti chimici e ai tanti mediatori di pelli grezze e non, che da anni fanno tanto nero quanto i loro clienti. Torneremo alle filande! E smettetela, cari concittadini, di prendervela con il Ghiotto e continuare e salutare e riverire migliaia di disonesti che conosciamo tutti. Suvvia…”. Suvvia.

(27 agosto 2011)

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Offerte di fine estate

 
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Morgan Capasso
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Foto di morgan capasso

Foto di morgan capasso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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uva

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uva, a photo by morgan capasso2010 on Flickr.
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sensual Brunette

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sensual Brunette, a photo by morgan capasso2010 on Flickr.

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